Prima Guerra Mondiale

La Prima Guerra Mondiale inizia per cause diverse, sono anche piuttosto numerose. Vi sono cause più antiche (ottocentesche) e altre più recenti (novecentesche). Tra le cause più antiche troviamo le inimicizie sempre più accese tra i vari Stati europei che derivano anche dalla tendenza all’espansione coloniale. Tra le tensioni è molto evidente quella tra Inghilterra e Germania. In Europa, inoltre, nel corso dell’Ottocento si sviluppano i Nazionalismi che sono un’esaltazione della nazione di appartenenza. Questa esaltazione della propria nazione si prolunga fino all’inizio della Prima Guerra Mondiale.

Tra le cause più recenti vi è la questione dell’Italia che è alleata alla Germania e all’Austria con la Triplice Alleanza, ma non è vista sullo stesso piano da queste ultime due nazioni e la sua posizione inizia a vacillare. La questione si accentua quando nei primi anni del Novecento l’Italia comincia a riaccendere i rapporti con la Francia che era invece alleata con l’Inghilterra e la Russia. Anche l’ultimo aspetto riguarda la situazione dell’Italia che non è considerata sullo stesso piano dei due alleati e, quando l’Austria conquista territori in area balcanica, non rispetta il patto della Triplice Alleanza che sottolinea che se l’Austria avesse attuato mire espansionistiche in area balcanica avrebbe dovuto cedere territori all’Italia. Nel momento di tale espansione l’Italia non riceve niente dall’Austria e questo fatto fa vacillare ulteriormente la posizione dell’Italia nella guerra tanto che poi si troverà a entrare guerra contro Germania e Austria. L’aspetto che è più importante è che tutti gli Stati europei erano convinti che si dovesse combattere una guerra ed erano tutti pronti militarmente e strategicamente; la Germania, ad esempio, aveva già pronti piani bellici che secondo i calcoli avrebbero potuto sconfiggere la Francia in sei settimane.

La scintilla che fa scoppiare la Prima Guerra Mondiale è l’attentato di Sarajevo che avviene nell’estate del 1914. L’erede al trono austriaco si reca in Bosnia per visitare lo Stato appena annesso all’impero Austro-ungarico e lì viene ucciso in un attentato. La colpa di tale gesto è attribuita dall’Austria agli irredentisti serbi mossi dall’idea del Nazionalismo, e per questo l’Austria decide di investigare in Serbia. Non ottenendo il permesso di poter fare delle ricerche sul responsabile effettivo della morte dell’erede al trono, attacca la Serbia. L’Austria avrebbe potuto tranquillamente sconfiggere la Serbia in poco tempo come se fosse una normale guerra ma quest’ultima viene aiutata dalla Russia che attacca l’Austria. La Germania entra a fianco dell’Austria contro la Russia e in seguito attacca la Francia da Nord-Ovest invece che da Ovest per coglierla impreparata militarmente. La Francia avrebbe dovuto impiegare troppo tempo per spostare tutto il suo esercito e affrontare la Germania che avanzava verso sud facendo si che fosse conquistata. L’esercito francese, invece prontamente, va a contrastare l’avanzata tedesca e sarà poi aiutata in questo dall’Inghilterra. L’impero turco si schiererà a fianco degli altri due imperi centrali. L’Austria ha il compito di mantenere le posizioni con la Russia ma attacca ed essendo incapace di sostenere un esercito così numeroso come quello russo (la forza della Russia non si basa sulle tecnologie militari) ha bisogno dell’aiuto della Germania e così l’esercito tedesco si schiera per metà sul fronte orientale, mentre l’altra metà è schierata sul fronte occidentale.

La caratteristica di questa guerra è che è una guerra diversa da quella a cui tutti erano abituati: si combatte una guerra di trincea che consiste nell’appostare i soldati nei ripari sotto terra e conquistare poco territorio per volta  che verrà poi riconquistato dagli avversari all’attacco successivo. In questo modo la situazione resta stabile per anni e man mano che passa il tempo anche l’opinione pubblica su questo fatto arriva ad essere contro la guerra. Questa guerra viene combattuta in trincea che è un metodo diverso da tutti i metodi precedenti ma vengono sperimentate anche nuove armi (ad esempio bombe) che prima non erano presenti. Le sperimentazioni vengono effettuate principalmente sul fronte occidentale, tra Germania e Francia/Inghilterra che erano più avanzate tecnologicamente. Sul fronte orientale il tipo di guerra è più arretrato rispetto a quello del fronte occidentale.

L’Italia non entra in guerra subito, ma un anno dopo rispetto agli altri paesi perché inizialmente si era dichiarata neutrale. Il discorso era molto discusso in Italia in quel periodo e c’era un dibattito acceso tra interventisti e neutralisti. I neutralisti che erano il 90% della popolazione appoggiavano Giolitti il quale si era accorto che la guerra sarebbe stata un’azione inutile in quanto si sarebbero spesi molti soldi per non arrivare a niente: la causa era la guerra di trincea che non permetteva l’evolversi delle situazioni in modo rapido. Gli interventisti, che erano in netta minoranza, avevano in mano i mezzi mediatici dell’epoca (giornali ecc.) e per questo fanno si che la loro minoranza sia irrilevante per discutere del problema. Degli interventisti fa parte anche D’Annunzio che parteciperà attivamente alla guerra in quanto aveva il brevetto di pilota. Tutta questa discussione era inutile perché gli organi che avrebbero deciso sarebbero stati il re,il Presidente del consiglio e il Ministro degli esteri Sonnino. Così queste tre persone hanno deciso per l’entrata in guerra dell’Italia contro Austria e Germania. Con i patti di Londra nel 1915 vengono stabiliti i territori che l’Italia avrebbe dovuto ottenere in caso di vittoria, e successivamente l’Italia entra in guerra.

L’Italia dichiara guerra all’Austria e al confine con essa si apre così anche il fronte italiano. L’Italia inizialmente avanza per una buona parte di territorio perché l’esercito austriaco non era preparato ad un attacco da sud. L’Austria deve dividere il suo esercito in due parti: fronte italiano e fronte orientale.

Nel 1916 non succede nulla dal punto di vista della presa di posizione e i morti aumentano esponenzialmente così da far crescere il malcontento a livello generale sia per le conseguenze dirette della guerra (i morti), sia per le conseguenze indirette ad esempio l’arricchimento degli imprenditori. Durante la guerra i proprietari delle industrie possono sfruttare gli operai imponendo orari e condizioni di lavoro poco corrette perché agli operai non è concesso il diritto di sciopero a causa della guerra. Inoltre gli imprenditori si arricchiscono perché convertono le fabbriche di prima in industrie belliche che sono essenziali per la guerra e le vendono chiaramente molto facilmente in questo periodo.

Il 1917 è considerato l’anno della svolta perché succedono tre fatti che fanno sì che la guerra vada a volgersi pian piano verso la fine. In Russia con la rivoluzione di Febbraio lo zar abdica e sale al potere un governo provvisorio che chiede l’armistizio. In questo momento la Russia smette di combattere (il trattato di pace ufficiale verrà stipulato un anno dopo) e ciò provoca, ovviamente, la chiusura del fronte orientale e a catena uno spostamento degli eserciti tedeschi e austriaci verso gli altri due fronti. In Italia l’esercito austriaco entra a Caporetto il 24 ottobre 1917 e a cuneo penetra in area italiana per moltissimo spazio, fino ad arrivare al fiume Piave dove viene finalmente fermato. Questi fatti provocano uno sbilanciamento a favore degli imperi centrali.

Il 1917 è l’anno della svolta anche per l’intervento degli USA nella Prima Guerra Mondiale. Gli USA, il cui presidente è in questo momento Wilson, hanno aiutato Francia e Inghilterra dall’inizio della guerra con approvvigionamenti e forniture di armi e altri beni necessari alla guerra. Contemporaneamente, però la Germania sta iniziando a costruire la propria flotta e ad affondare le navi americane. Le navi tedesche, affondavano quelle americane, anche se queste ultime non erano navi esclusivamente mercantili, e l’affondamento che ha creato più scandalo è l’affondamento del Lusitania che era una nave prevalentemente per passeggeri. Il presidente Wilson scrive 14 punti (motivi) per entrare in guerra ed erano tutti motivi che avevano come obbiettivo di difendere la democrazia e a favore dei “buoni”. È più pensabile che gli USA avessero degli interessi economici oltre che di pace: Francia e Inghilterra avevano molti debiti nei confronti degli USA e in questo momento la situazione sembrava volgersi contro questi ultimi: se la guerra fosse stata vinta dagli imperi centrali la Francia e l’Inghilterra non avrebbero più potuto pagare quei debiti. Si pensa quindi che ci fossero dietro degli interessi economici.

Una nota importante è la richiesta del papa Benedetto XV che chiede con una lettera di poter interrompere quella “inutile strage”. I capi di stato non considerano minimamente la richiesta del pontefice ma tale richiesta fa aumentare a livello di opinione pubblica il malcontento nei confronti della guerra.

L’intervento degli USA in Europa è importante per gli Stati alleati perché questo intervento ribalta la situazione prima sul fronte occidentale e poi su quello italiano provocando la sconfitta e il crollo degli imperi centrali. Seguono poi i trattati di pace con la conferenza di Parigi nella quale i vincitori prendono le decisioni e i vinti prendono ordini di riparazione nei confronti degli altri Stati.