Opere

IL PIACERE

Quest’opera è la presentazione dell’Estetismo di D’Annunzio ma contemporaneamente egli si distacca da questa idea, presenta anche il suo fallimento con il fallimento del protagonista che segue questa vita. Il protagonista si chiama Andrea Sperelli ed è presentato da subito come un uomo che ha successo con le donne. In particolare ha una relazione piuttosto prolungata con una di queste: Elena Muti; essa può essere definita un’esteta donna perché ha gli stessi interessi di Andrea. Dopo alcuni anni Elena parte e fa diversi giri in Europa per poi tornare a Roma con il nuovo marito. Questo è l’antefatto, la storia si apre con il protagonista che attende Elena e a casa sua per il tè. Riesce ad avere un breve colloquio con Elena pensando che il fatto che ora lei sia sposata non cambi le loro abitudini. Elena inaspettatamente lo rifiuta usando come motivazione quella del matrimonio e quindi Andrea Sperelli accetta la sua condizione. Più avanti nel racconto Andrea scopre che Elena ha avuto una relazione con un altro uomo quando era già sposata e così capisce che non ha rifiutato l’adulterio ma ha rifiutato Andrea. Si trasferisce così in Toscana per un lungo periodo nella villa di una parente. In questa villa è ospite anche una donna di nome Maria Ferres con suo figlia che è una bambina. Maria, a differenza di Elena (D’Annunzio gioca con l’uso dei nomi), ha una bellezza spirituale: è colta, raffinata e religiosa. La caratteristica che colpisce Andrea Sperelli è che ha la stessa voce di Elena (è un’esaltazione dell’aspetto sensoriale). Il protagonista decide così di sedurla per aggiungerla alla lista delle donne conquistate ma ha bisogno di un approccio adeguato: più spirituale. Lui ha abbastanza conoscenze da sostenere degnamente una conversazione con Maria in modo da farle credere di essere realmente interessato a ciò di cui parlano. Così lentamente riesce a conquistarla e dopo il periodo a casa della sua parente in Toscana riesce a sedurla a casa sua. I due iniziano una relazione che ad Andrea Sperelli interessa solo per il proprio piacere personale mentre a Maria Ferres interessa realmente. La relazione finisce perché Andrea Sperelli chiama Maria con il nome di Elena, lei si accorge che i suoi sentimenti non sono veri e fa finire la relazione. In questo modo l’uomo che segue l’idea dell’Estetismo fallisce e questo fallimento è presentato da quest’opera. Oltre al fallimento D’Annunzio rappresenta molto anche l’idea dell’Estetismo, allo stesso modo presentando il Superomismo con l’opera Vergini delle rocce.

Successivamente D’Annunzio scriverà l’Alcyone che è il più importante volume di poesie.

ALCYONE

È una raccolta poetica del 1899, anche se probabilmente D’Annunzio ha iniziato a pensarci dal ’97/’98 circa.

Le poesie sono costruite a formare una sorta di diario della stagione estiva,  le poesie sono state poi risistemate da D’Annunzio stesso. Nell’edizione definitiva la disposizione dei componimenti segue un criterio preciso. Tutte le esperienze che l’autore ha vissuto in Toscana in compagnia di Eleonora Duse, l’attrice con cui ha avuto una relazione molto lunga nella sua vita, sono condensate in un’unica estate: quella descritta nella raccolta dell’Alcyone. Eleonora Duse in questa raccolta è conosciuta con lo pseudonimo di Ermione e D’Annunzio è conosciuto invece con lo pseudonimo di Glauco. Questa scelta di nomi è determinata dalle iniziali dei nomi reali dei due personaggi descritti: se stesso ed Eleonora Duse.

Temi e metrica

L’edizione di Alcyone è dello stesso anno dell’edizione definitiva di Myricae di Pascoli e rappresenta l’abbandono definitivo del Superomismo, In Italia in quel periodo iniziano a essere tralasicte quelle regole metriche che erano d’obbligo in precedenza.

Anche se alcune poesie, ad esempio La sera fiesolana, sono divise in strofe, l’autore preferisce la strofa lunga, a volte lunghissima, e la libertà assoluta nella lunghezza, nell’alternanza dei versi, nelle rime e nelle assonanze e consonanze.

L’estate descritta da D’annunzio nell’Alcyone è quasi racchiusa tra l’inizio della primavera e l’autunno inoltrato che è la fine dell’estate ma rappresenta anche la fine della loro relazione. Il fenomeno del panismo è molto evidente perché l’autore coglie ogni aspetto della natura per formulare una riflessione, e immergersi nella natura attraverso un principio di metamorfosi. Esso è un evento soprannaturale e divino, che colloca l’autore in una dimensione straordinaria e di contatto con la natura, di cui diventa parte integrante, quasi dimenticandosi della sua appartenenza al genere umano. Questo aspetto appare evidente senz’altro nella poesia Pioggia nel pineto, dove la metamorfosi avviene nel corso della poesia, ma anche negli altri brani in cui il suo stato d’animo e il suo umore sono influenzati dalla natura.

Stile

Il linguaggio di Alcyone rappresenta senz’altro l’apice della poesia di D’Annunzio. In Alcyone si può trovare una serie numerosissima di figure retoriche: analogia, sinestesia, onomatopea, assonanza, consonanza, colori (sono presenti molti sostantivi colorati), metafore, similitudini esplicite e poi sempre più implicite, fino ad arrivare ad usare il verbo “essere” che si sostituisce al “come” della similitudine, per rappresentare la metamorfosi dell’uomo in un elemento della natura. Evidente la fortissima presenza delle figure retoriche che riguardano i suoni. Un esempio di questo fonosimbolismo è la Pioggia nel pineto.

NOTTURNO

D’Annunzio ha un ruolo importante nella vita politica italiana durante la Prima Guerra Mondiale. Egli ne ha due in particolare da ricordare che riguardano la guerra: il primo è la propaganda per il dibattito pubblico sull’entrata in guerra dell’Italia e il secondo la sua partecipazione attiva alla guerra come pilota. In entrambi i casi agisce sempre in maniera plateale, caratteristica della sua persona.

Il dibattito tra neutralisti e interventisti in Italia è molto acceso perché, anche se gli interventisti sono il 10% della popolazione italiana, hanno in mano i mezzi mediatici quali giornali e riviste; tra gli interventisti con questo potere persuasivo vi è D’Annunzio. Questo aspetto fa si che l’argomento sia sempre discusso. L’Italia entrerà poi in guerra comunque perché a decidere sono le uniche tre persone che possono farlo: il re, il presidente del consiglio, e il ministro degli esteri Sonnino.

Per quanto riguarda la sua partecipazione attiva bisogna ricordare senz’altro il suo intervento come pilota e il suo “bombardamento” di volantini su Vienna. È tipico di D’Annunzio compiere dei gesti in questo modo e in questo caso ha deciso di volare sopra Vienna con il suo aereo e di lanciare volantini pacifisti su di essa invitando l’Austria ad arrendersi perché se avesse voluto avrebbe potuto mitragliare la folla. Non l’ha fatto ma ha lanciato i volantini in segno di avvertimento.

La sua carriera da pilota, che si realizza tra il 1915 e il 1916, è importante perché finisce dopo un incidente sull’aereo che gli causerà la perdita della vista da un occhio e l’altro dovrà rimanere bendato per qualche mese. Durante questo periodo in cui è al buio egli scrive il testo Notturno che è una serie di frasi che descrivono le sue sensazioni, le sue percezioni e quello che crede che succeda intorno a lui. Prevalgono quindi gli aspetti sensoriali diversi dalla vista, soprattutto l’udito.

Questo modo di scrivere è diverso da quella tradizionale a cui tutti siamo abituati perché essendo bendato non riesce a scrivere dei periodi lunghi non potendoli rileggere. Riesce a scrivere solo delle frasi brevi che descrivono le sue sensazioni, esse sono prive di pensieri particolarmente elaborati.